Demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico: tutto compreso nel SUPERBONUS 110% secondo la risposta dell’Agenzia delle Entrate

La “demolizione e ricostruzione” prevista dal SUPERBONUS 110% può rivelarsi una grande opportunità per il rilancio dell’edilizia nelle nostre città e per la ripresa del settore.

I grandi vantaggi immediati, derivanti dal rinnovo degli edifici, (oltre a creare lavoro a tutti i tipi di addetti!), sarebbero quelli di avere una nuova edilizia efficiente sotto il profilo energetico (in linea con le Direttive della Comunità Europea) e sicura dal punto di vista sismico.

In più si avrebbero altrettanto grandi vantaggi economici derivanti dalla opportunità di fruire delle agevolazioni fiscali previste.

Il CONSORZIO POROTON ITALIA, al fine di facilitare il ricorso a questa possibilità del SUPERBONUS 110 e renderlo ancora più allettante, ha provveduto a richiedere dei chiarimenti applicativi all’Agenzia delle Entrate, riguardanti l’incremento volumetrico laddove fosse previsto.

Molte regioni, infatti, con il PIANO CASA prevedono incrementi di volume che, per alcune di esse, possono arrivare anche fino al 50%.

La Regione Puglia, ad esempio, prevede, normalmente un incremento del 35% che può anche essere superato in determinate condizioni.

Uno degli aspetti controversi, che ancora non era stato possibile chiarire con sufficiente certezza, sulla base delle informazioni allora disponibili, riguardava l’opportunità di usufruire delle agevolazioni fiscali anche per l’incremento di volumetria.

A seguito di questa interrogazione, si è avuta la risposta ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (“Risposta n. 11 del 07/01/2021” in cui è stato  chiarito che, nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria, le agevolazioni fiscali sono  applicabili anche all’incremento di volume.

Questo chiarimento rende ancora più interessante la “demolizione e ricostruzione” rispetto alla semplice coibentazione dell’involucro prevista dalla legge.

Si avrebbero tutti i vantaggi prima descritti e in più si eviterebbe il rischio di riempire le facciate degli edifici di materiali sintetici con il cosiddetto “cappotto”.

In allegato il testo della risposta all’interpello

 

SCIANATICO LATERIZI
Ricerca & Sviluppo
Ing. Vincenzo Bacco